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Opposti che
si attraggono
Argentina, Vietnam e Laos: difficile trovare,
d’istinto, un filo conduttore che
possa legare insieme destinazioni così
diverse.
Da un lato c’è il Sud America, con il suo calore,
le sue tradizioni, i suoi contrasti e il suo legame
forte e inscindibile con gli immigrati italiani,
che in questa punta di mondo così lontana dalla
terra natìa hanno cercato e, molto spesso, trovato
fortuna.
Dall’altro l’Oriente delle spezie, dagli odori forti
che penetrano nelle narici, delle guerre dai ricordi
ancora toccanti che penetrano nelle menti
e nei cuori, della natura incontaminata ma non
pericolosa, affascinante nel suo esotismo che diventa
a volte fuga dal proprio ambiente e a volte
ricerca della perfezione.
Difficile legare il calore intenso e secco del tango,
magari ballato in una balera di Buenos Aires
per la pura passione per la musica, con il
clima frescheggiante e umido di un bosco lungo
il Mekong; quasi impossibile abbinare i ghiacci
eterni del Perito Moreno alle pagode di Ho Chi
Min City, confrontare la dura Tierra del Fuego
alle quasi mistiche Cascate di Kuang Si.
Eppure nei due “Viaggi firmati Robintur”, che
proponiamo in questo numero di Occhi sul Mondo,
un filo conduttore c’è ed è quello che rappresenta
la passione per un turismo consapevole e
colto, là dove quest’ultimo aggettivo non connota
una situazione di privilegio, ma di appagamento
della voglia di cultura.
La dizione “firmati” potrebbe apparire supponente
ma ha l’ambizione di segnalare le peculiarità
di una proposta turistica ad un pubblico
interessato alla lettura di un tour che contenga
i requisiti della sua acquisita maturità di viaggiatore.
Visitare Buenos Aires o la Patagonia, ad esempio,
non deve servire per dire “sono stato in
Argentina” ma per aver la consapevolezza di
aver “vissuto intensamente qualche giorno in
Argentina”, così come entrando in una pagoda
vietnamita non basta ammirarne l’architettura
o scattare qualche foto ricordo ma è utile approfondire
i motivi che hanno portato alla sua
edificazione e le vicende che ne hanno accompagnato
la storia nei secoli.
E per mantenere dei piacevoli ricordi di un viaggio
è necessario tenere presente che molto spesso
le bellezze dei luoghi si ritrovano negli occhi
di chi vi abita, nel colore dei fiumi e dei mari che
li toccano e nelle movenze degli animali che vi
si trovano.
Anche per questo e per l’importanza che hanno
le immagini abbinate alla conoscenza, proponiamo
una versione grafica rinnovata di Occhi
sul Mondo, sperando di incontrare l’apprezzamento
del lettore.
La frontiera dei sogni condivisi
Qualche volta ci troviamo a riflettere su temi inusuali per la nostra vita quotidiana: i sogni.
I sogni sono stati trattati dagli scienziati o dai poeti con lo stesso impegno per spiegarne….
l’inspiegabilità ! Il sogno è parte effimera eppure fondamentale della nostra vita. Sognare qualcosa è assaporarlo, annusarne l’essenza, renderci consapevoli che il confine tra reale e irreale non è poi così netto. Per realizzare un progetto dobbiamo sicuramente prima sognarlo.
Ma la frontiera dei sogni è oggi più avanzata: i sogni consapevoli, i sogni condivisi. In entrambi i casi il fascino è grande. La consapevolezza di essere in un sogno è una meraviglia da provare, si sa’ e si vuole esserci, si è felici di viverlo tutto.
La condivisione dei sogni è un altro mistero magnifico da sperimentare, possiamo immaginare quale stupenda sensazione può avere il farlo con le persone che ci sono più vicine con lo spirito e con…l’amore!!!
E’ un preambolo strano questo per parlare dell’Africa e di Israele & Palestina, ma vi garantisco che è quanto di più vicino alle sensazioni che questi viaggi possono dare. Troppo spesso mi sono trovato a condividere i colori cangianti di un tramonto ed essere così rapito da non sapere se gli occhi erano aperti o erano chiusi, sentire lacrime intense, calde e irrefrenabili per il sorriso di un bimbo cui stavo donando qualcosa.
Viaggiare e conoscere fanno parte di una dimensione a metà tra sogno e realtà. Se lo si fa con il cuore aperto alla diversità si sconfina sempre nel sogno! Se si riesce a condividerlo con chi si ama o a entrare in sintonia con persone nuove diventa una dolce avventura. Se poi il viaggio diventa anche occasione di conoscenza della realtà vera dei luoghi visitati, occasione di compiere iniziative solidali tutto il sogno si riempie di emozioni profonde. Se viaggiando si riesce a tirare fuori la parte migliore di sé, se si capisce che fare qualcosa di buono per gli altri è premiante soprattutto per noi stessi, allora il sogno consapevole diventa patrimonio prezioso da riesumare
in ogni momento triste della vita, per rialzarci perchè….”quella volta …io c’ero !!!”
I viaggi che proponiamo in questo magazine cercano di dare emozione, solidarietà e contribuire al dialogo tra diverse culture, per far accettare la “diversità” come una ricchezza e non come un pericolo. Viaggiare nei luoghi più belli del pianeta, passare là dove l’umanità ha avuto origine, godere degli ultimi grandi parchi naturali, incontrare persone culturalmente diverse e aiutare la parte più debole delle società povere per coltivare il loro sogno di una vita dignitosa.
Questo e molto altro sono i viaggi che abbiamo realizzato per Voi.
Viaggi….sogni che attendono di essere consapevolmente condivisi.
Ettore Sansoni
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