La prima sensazione che ti coglie arrivando in Croazia è una sorta di spiazzamento. Se stai visitando le cittadine costiere, sentirai subito un’aria di casa e ti sembrerà di essere a Venezia. Forse per la vicinanza fisica, ma soprattutto storica e sociale, dal confine fra Italia ed Istria fino all’estremità meridionale della Dalmazia i borghi croati aprono al mare le loro finestre a forma di bifora, i piazzali in pietra lucida, le facciate ricamate, i campanili che svettano improvvisi come per salutare il quasi gemello di San Marco.

Non è raro incontrare persone che hanno un cognome italiano e che parlano italiano, non è raro sentire una coda di bora che soffia fresca ed increspa il mare; i ristoranti sono un tripudio di crostacei e ti aspetti di trovare, da un momento all’altro, un bacaro veneziano dove gustare “un’ombra”. In comune con le terre del Triveneto c’è anche l’Adriatico, che però non sembra lo stesso mare. In Croazia non c’è sabbia, solo roccia, ciottoli e ghiaia bianca levigata che si immergono in un’acqua bluissima e fredda, ricca di fondali trasparenti e pieni di vita.

Se non sei un animale marino, poco male. La Croazia è anche terra di trekking, funghi, vino, parchi e riserve dove lasciar andare i passi per chilometri. Primo fra tutti Plitvice, unico in Europa, un sistema di acque e di terre che segna il cuore del Paese fra laghi, cascate e sentieri all’ombra dei boschi che si aprono improvvisi su scenari inattesi. Last but not least, la Croazia ospita altri sette Parchi Nazionali: dai paradisi marini dell’isola di Mljet, delle Brioni e delle Kormati, dalle maestose cascate di Krka ai canyon di Paklenica, fino ai paesaggi montuosi del Velebit e di Risnjak.

La natura, in Croazia, vuole solo suggerirti qualcosa. Fermati, e respira.

 

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