Fino a pochi anni fa non era così. Oggi, invece, dire Danimarca significa pensare immediatamente ai suoi 27 ristoranti stellati. Primo fra tutti per celebrità, il Noma, dichiarato per quattro volte migliore ristorante al mondo. In questi templi della cucina nordica contemporanea, non dovrai certo controllare se hai in tasca qualche corona: qui serve solo una carta di credito con un ampio plafond. Se il mito della cucina gourmet danese ti sembra fin troppo impegnativo, hai subito l’occasione per fare un giro su te stesso e tornare bambino. Cosa che qui in Danimarca è più semplice del previsto. 

Seguendo le suggestioni lasciate da Hans Chris Andersen è facile vivere un viaggio dal sapore fantasioso! La tua è un’avventura che parte dal chiasso di un porto antico affacciato al Mar Baltico. Sei a Nyhavn, dove gli edifici sgargianti che costeggiano il canale scrutano il tuo passaggio con allegra curiosità. Fossi stato in una fiaba, sarebbero state comari annoiate e chiacchierone. Questo posto mette allegria: il fresco vento del nord che scompiglia i capelli, i suoni della vita, lo sfrigolio del pesce, il profumo del mare, il danese ruvido dei marinai che si parlano urlando dai legni lucidi delle loro barche.  Chissà se anche lei si era lasciata ammaliare da tutto questo. In realtà la Sirenetta di Copenaghen, adagiata sulla riva del molo di Langelinie, ti guarda un po’ truce. Forse il suo sogno era quello di ritrovarsi con il suo amato tra le mura di un castello rinascimentale; pensi che probabilmente il Castello di Rosenborg, con la sua sala dei Cavalieri e gli arazzi di Gobelins, le sarebbe piaciuto. 

A Copenaghen, il tuo desiderio di tornare bambino si può esaudire anche nel più classico dei modi ai giardini di Tivoli. Qui, in un’atmosfera di sana nostalgia, tra giostre, spettacoli e zucchero filato, prende vita il secondo parco giochi più antico del mondo. Se invece preferisci giochi più selvaggi, raggiungi il Parco Nazionale di Thy e corri volando fra le dune di sabbia modellate dal vento e dal mare. 

Anche lo spirito dei danesi è adolescenziale, pervaso di hygge, la parola che qui usano tutti, che suona strana (hugga) e che ha tutti i significati senza averne nessuno. Hygge è una buona chiacchierata con le persone che ami, è il calore dell’accoglienza, è il godersi la vita con gesti piccoli ed intimi. Alla fine del tuo viaggio in Danimarca, scoprirai che anche tornare bambini è molto hygge.

 

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