È arrivato il momento di non pensare allo spread: la Germania è bel altro e molto di più. Uscita semidistrutta dalla seconda guerra mondiale, in uno stato di letterale sfascio socio-economico, la Germania, tenace, si è rialzata. Con la stessa tenacia si è rialzata dalle vicende della guerra fredda e della dicotomia est-ovest, forse ugualmente si risolleverà dall’odierna crisi, che noi guardiamo con un misto di stupore e sospetto. 

La storia della Germania ha attraversato i secoli in un carosello di continue espansioni, acquisizioni, invasioni, fusioni e divisioni. Percorrendola tutta (impresa per la quale serve tempo, in verità), ancora oggi ti salta all’occhio un’immagine frammentaria, fatta di diversità e peculiarità riunite in un’unica nazione.

C’è la Germania romantica del sud, l’approccio gaudente dei bavaresi, i misteri della Foresta Nera, i fiabeschi castelli di Ludwig e le altrettante fiabesche leggende che popolano borghi e boschi. Lungo il Reno e il Neckar, le cittadine che hanno saputo conservare il loro fascino medievale: Coblenza, Heidelberg, Magonza, Rudesheim, Biengen, Colonia, Aquisgrana.

Al centro del Paese rivaleggiano due mondi: quello della grande industria e dello sviluppo economico, e quello della storia fra Norimberga, Erfurt, Bamberg, per arrivare più a nord a Lipsia, Potsdam, Dresda. A dominare su tutto, lo spirito dell’avanguardia berlinese proiettata a forme d’arte spontanee, al vivere green, all’affrontare la storia col disincanto di una popolazione “giovane dentro”, alla memoria simbolicamente concentrata nei resti del muro di Berlino e nell’isola dei Musei, l’area del centralissimo Mitte trasformata in una cittadella museale permanente.

Lassù in alto, il regno del Mare del Nord e del Baltico, l’eredità di commercianti e naviganti lasciata dalla Lega Anseatica. Qui la salsedine arriva fino nelle città, tutte bellissime, da Amburgo a Lubecca, da Brema a Lüneburg. Oltre la costa, le isole selvagge spazzate dal vento - Rügen ad est, Sylt ad ovest - dove si va in bicicletta fra le dune, si pesca e ci si spoglia, arditi, appena spunta un po’ sole.

A proposito di ardimento germanico. Forse ricordi che l’abate Kneipp, pioniere della controversa “cura dell’acqua fredda”, è nato proprio in Germania.

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