Vortice di numeri da record per il Madagascar. Una lunghezza di 1.500 chilometri per la più grande isola dell’Oceano Indiano, quarta al mondo per estensione (vediamo chi individua le prime tre!). Figlio ormai indipendente di Madre Africa, il Madagascar è un ecosistema unico, un santuario della natura con 100.000 specie animali e quasi 20.000 specie vegetali, per lo più endemiche, e addirittura 7 varietà di baobab, oltre 100 di lemuri, più di 200 rane diverse. 

Anche i paesaggi si trasformano al variare di latitudine ed altitudine: altopiani, vallate coltivate a riso, foreste pluviali, spiagge bianche e barriere coralline. Nel sud, savane e pianure secche semidesertiche; al nord, lo spettacolo degli tsingy, pinnacoli di pietra che si levano taglienti. Con il territorio cambia anche il clima e il suo microcosmo, governato dai monsoni e dalla classica variabilità tropicale.

Se vuoi lasciarti conquistare dal Madagascar, abbraccia il significato più profondo di “mora mora”. Con questa locuzione, che in malgascio significa “piano piano”, la popolazione locale non parla solo di lentezza, parla di una vita che va vissuta con dolcezza, lasciando ad ogni cosa il tempo giusto per crescere. Una perla di saggezza nata da uno dei popoli più poveri al mondo e pur sempre accogliente e disposto al dialogo con turisti e viaggiatori.

Verso sera, quando il tramonto arancio ti coglie sulla Baobab Avenue, l’istinto dell’abbraccio è troppo forte e tu cedi. Quello che ti lega all’albero madre della foresta è un abbraccio a tutta la ricchezza essenziale del Madagascar, che ora è anche un po’ tua.

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