Plurale. Qui tutto è plurale, molteplice, vario. In Myanmar nulla ha un solo volto. Lo capisci già dal nome di questa meravigliosa terra del sud est asiatico: è Birmania? È Myanmar? Non importa. Sarà tutto ciò che ti permetterai di vivere con occhi e spirito.

Mentre cammini con il naso all’insù per le polverose ed assolate strade di Yangon, c’è un riflesso dorato e mistico che solletica il tuo sguardo. Sono gli stupa. Dieci, cinquanta, cento…In realtà sono oltre mille le pagode commemorative di Buddha che ornano il paesaggio birmano. Forse sono i suoi 98 metri arricchiti da pietre preziose e diamanti che attirano la tua attenzione. Allora ti fermi, entri e rimani senza fiato. È la Pagoda di Shwedagon, appollaiata sulla cima della collina Singuttara. Dentro è una danza di riflessi dorati, luci di gemme e scintillii nati dal sole che pian piano tramonta tutt’intorno. 

Un sole che ritrovi, sonnecchiante e ormai stanco, ad illuminare anche la piana di Bagan e il suo sito archeologico. Misticismo e suggestione. Li lasci permeare mente e corpo mentre avanzi silenzioso tra le decine di pagode bitorzolute che svettano sulla vegetazione. Pace. Non credevi fosse possibile respirarla e invece qui puoi.

Anche il Lago Inle te ne riserva. Il tempo qui scorre sonnolento e scandisce le attività quotidiane dei tanti villaggi di pescatori che orlano le rive. Seduto sulle sue sponde e cullato dal leggero sciabordio, ammiri lo spettacolo del vivere birmano. Gli artigiani danno vita alle loro creazioni di semplice bellezza mentre le donne friggono il pesce più fresco che tu abbia mai assaggiato. Più lontano, le agili e piatte imbarcazioni degli hyntha fluttuano sinuose sul letto erbaceo degli orti galleggianti. Che meraviglia. 

Qui in Myanmar Il tuo viaggio a questo punto non può che ripartire. Alla ricerca di un nuovo volto di questa terra mai uguale a se stessa. 

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