La Svizzera è un cioccolatino. Per amor di precisione, una pralina. Cuore morbido e succulento, nascosto in gran segreto da un rivestimento duro, coriaceo: serve un morso deciso per gustare il ripieno. Il tutto magnificamente confezionato da una cornice di eleganza alpina, vette e boschi che proteggono un piccolo paese accerchiato dall’Europa. Svizzera che vuole essere neutrale; e come in tutte le forme di neutralità, anche la federazione elvetica ha sviluppato un suo modo di essere autoreferenziale. Con una certa esteriore eleganza, in ogni caso.

A comporre il mosaico, tre grandi regioni e tre grandi influenze, quella germanica - la più estesa - quella francese e quella italiana. Lucerna e Zurigo parlano tedesco e si rifanno alla tradizione romantica della sorella maggiore. Ginevra, Losanna e Neuchâtel, languidi laghi che guardano alla Francia, studiano, ricercano e nel tempo libero vagano indolenti su passeggiate ben curate. Locarno e Lugano, un pezzo di Lombardia oltreconfine, i laghi che somigliano ai nostri, una parlata comasca che man mano si fa più dura andando verso i Grigioni.

I 4.000 metri del Bernina proteggono questo piccolo enclave di Svizzera in territorio italiano. Qui, grazie alla ferrovia storica e al mitico trenino rosso, passare da Italia a Svizzera e da Svizzera ad Italia è così facile che i confini perdono valore: resta soltanto un maestoso paesaggio che dopo infiniti chilometri di silenzio si rianima a Saint Moritz, un po’ mondana, un po’ démodé, sicuramente lussuosa. Se stai pensando di comprare casa qui, ai piedi delle piste, l’investimento è buono, il rendimento certo. Basta poterselo permettere.

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